Ipospadia primaria: intervento chirurgico e conseguenze

TECNICHE CHIRURGICHE PER CURARE L'IPOSPADIA

Esistono più di 200 tecniche chirurgiche descritte. La scelta dell’intervento dipende dal tipo di ipospadia, dalla conformazione del pene e dall’esperienza del chirurgo.

Tipi di operazioni

Attualmente le procedure chirurgiche per il trattamento dell'ipospadia primaria sono suddivise in tempo unico (un'unica soluzione chirurgica) e in due tempi (mediante 2 interventi chirurgici distanziati nel tempo):
- la tecnica in tempo unico più diffusa è la tecnica di Snodgrass
- la tecnica in due tempi più diffusa è la tecnica di Bracka
La scelta della tecnica dipende dalle condizioni del "piatto o doccia uretrale" che è la superficie ventrale del pene a valle del meato uretrale ipospadico [Fig 6].

condizioni del piatto o doccia uretrale e scelta della tecnica chirurgica

Fig. 6

Tecnica di Snodgrass in tempo unico

Il piatto uretrale viene inciso e tubularizzato a ricostruire la neo-uretra, il neomeato ed il neo-glande [Fig.7-8]

operare ipospadia con tecnica di Snodgrass in tempo unico

Fig. 7

Chirurgia ipospadia primaria in tempo unico

Fig. 8

Tecnica di Bracka in due tempi

Durante il primo intervento la superficie ventrale del glande viene allargata tramite un innesto di mucosa buccale o di cute prelevata dal prepuzio: viene così creata una superficie di tessuto nuovo chiamata “Neo-piatto Uretrale”. Dopo alcuni mesi il Neo-piatto Uretrale stabilizzato verrà scolpito e tubularizzato per costruire la neo-uretra [Fig. 9-11].

Tecnica di Bracka: Chirurgia ipospadia primaria in due tempi

Fig. 9

Ricostruzione neo piatto uretrale

Fig. 10 Neo-piatto uretrale ricostruito (in questo caso, in età adulta)

Tubularizzazione della neouretra

Fig. 11 Tubularizzazione della neouretra

Ipospadia conseguenze intervento e complicanze

La chirurgia dell’ipospadia è caratterizzata dal 10-30 % di complicanze, soprattutto fistole e stenosi uretrali, che possono richiedere un ulteriore intervento chirurgico di riparazione a distanza di alcuni mesi dal primo. La fistola uretrale [Fig. 12] è la comunicazione tra la neo-uretra ricostruita e l’esterno: l’urina fuoriesce, oltre che dal meato, anche da un “buco” lungo la superficie ventrale del pene.

La stenosi è il restringimento della neo-uretra che crea un ostacolo alla fuoriuscita dell’urina. La probabilità di complicanze è ridotta da:
- meticolosa accuratezza chirurgica
- adeguato strumentario chirurgico
- giusta età del paziente
- esperienza del chirurgo che esegue di routine questa chirurgia.

fistola uretra - complicanze intervento ipospadia

Fig. 12

Assistenza post-operatoria

Il bambino viene dimesso il giorno successivo all’intervento per ridurre la degenza ospedaliera ed il trauma psicologico. Per agevolare i genitori nell’assistenza post-operatoria sono utili informazioni su:
Catetere
Medicazione del pene

Catetere

Sono utilizzati Cateteri piccoli e morbidi (in silicone) che drenano le urine dalla vescica all’esterno. Il catetere viene mantenuto per 6-10 giorni. Nel bambino piccolo viene lasciato aperto, con un gocciolamento continuo nel pannolino. Nel paziente più grande il catetere è collegato ad un sacchetto raccoglitore delle urine. Viene mantenuto in sede con un punto fissato al glande o con un palloncino gonfiato in vescica.

Medicazione del pene

La medicazione copre la ferita e immobilizza il pene per pochi giorni. Nei primi giorni dopo l’intervento sono frequenti e normali piccole perdite di sangue e perdite di urina in concomitanza delle spinte durante la defecazione. Dopo la rimozione della medicazione si può osservare un lieve sanguinamento ed un aumento del gonfiore del pene. I segni di un’infezione della ferita sono arrossamento cutaneo, pus e febbre: in questo caso è consigliabile rivolgersi al medico. I punti di sutura sono riassorbibili.

Dott.ssa Elisa Berdondini - specialista urologia - patologie dell'uretra - Torino P.iva 02099720399

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